Nei tempi passati in molte zone dell’Italia la cultura imponeva che la famiglia della sposa pagasse per il matrimonio in quanto lo sposo (e la sua famiglia) avrebbero provveduto alla sposa per il resto della vita. Per questo motivo la dote della sposa era un classico da rispettare doverosamente. Questa è storia però. Oggi giorno i futuri sposi si occupano delle spese del giorno del matrimonio e le dividono in comune accordo (o così si spera). In questo caso se i rispettivi genitori vogliono partecipare alle spese del matrimonio possono farlo in due modi:

1. mettendo a disposizione degli sposi la somma che intendono regalare in anticipo. In questo modo gli sposi sanno quanto hanno a disposizione e decidono come spenderlo.

2. gli sposi creano una lista di servizi da pagare e i genitori decidono queli vogliono pagare. In questo caso il padre di lei potrebbe decidere di pagare per l’auto della sposa e parte del ricevimento mentre i genitori di lui potrebbero decidere di contribuire alle spese del fotografo e dei locali del ricevimento.

Può sembrare strano ma in entrambe i casi esiste un sicuro vantaggio: genitori e parenti non hanno pretese sulla scelta di servizi, luoghi, abiti etc…Gli sposi scelgono e gli altri si adeguano. Seguendo questa scia di pensiero il metodo più efficiente in assoluto sarebbe quello di estendere l’opzione 1 a tutti gli invitati in modo da avere assoluto controllo su tutti i regali ricevuti.

In questo modo si massimizza l’efficacia degli investimenti per il matrimonio e si limita il consueto problema dei regali doppioni. Per noi ha funzionato. Voi che ne pensate?


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